L'Islanda è una repubblica parlamentare che si vanta di avere il parlamento (Alþing) in attività più antico del mondo. Originariamente questa assemblea riuniva i capi clan dell'era vichinga fin dal X secolo, nella piana di Thingvellir (circa 40 km a Est di Reykjavik); il moderno Alþing ovviamente non ha più nulla a che vedere con quella primitiva forma assembleare, che nel corso dei secoli visse momenti di crisi profonda, soprattutto ad opera delle dominazioni straniere: norvegesi e danesi giunsero a privarlo dei propri poteri o a chiuderlo del tutto. Malgrado ciò gli islandesi sono un popolo molto attaccato alle loro tradizioni, ed amano pensare che vi sia una qualche forma di continuità con quella che fu la base della società islandese più di un millennio addietro.
Il sistema elettorale in uso fino alla metà degli anni '80 era una complessa unione di proporzionale e maggioritario. Si concorreva nei distretti elettorali con il sistema maggioritario, vi era poi una quota di seggi distribuita su base proporzionale solo fra quei partiti che erano riusciti ad eleggere almeno un candidato uninominale. Questo diede vita a situazioni imbarazzanti, come nel 1956: il Partito Socialdemocratico vinse 1 seggio uninominale, e ne prese altri 5 dalla quota proporzionale. Qualora però avesse fallito la conquista di quel distretto col sistema maggioritario, sarebbe rimasto non rappresentato. Dal 1987 in Islanda vige il sistema proporzionale semplice.
Il parlamento islandese è ovviamente proporzionato alla popolazione: fino al 1942 aveva appena 49 seggi. Divennero 52, poi nel '59 i seggi furono portati a 60, e nel 1987 essi divennero 63. Questi incrementi non furono solo degli eventi amministrativi, ma ebbero un loro valore politico. Infatti i distretti elettorali in cui era diviso il territorio davano alle campagne più seggi di quanto fosse la loro effettiva rappresentatività su base nazionale, a tutto beneficio del Partito Progressista che era il più forte in quelle zone e ne usciva sovrarappresentato. In occasione degli incrementi di seggi tutti gli altri partiti si coalizzarono contro il PP per ridisegnare più equamente la rappresentatività dei distretti (312). A causa di queste manovra ad esempio i progressisti persero la maggioranza relativa alle elezioni del '42, che videro il sorpasso del Partito Indipendente; ancora nel '59 con il secondo allargamento il divario fra questi due maggiori partiti passò da 1 a ben 7 seggi; sicuramente vi furono anche motivi politici per questa debacle elettorale, ma senza dubbio il nuovo assetto amministrativo appesantì la sconfitta.
Come è noto l'Islanda è un paese poco densamente popolato, ed il sistema dei partiti non può essere che semplice: per la maggior parte della storia postbellica, operarono in landa solo quattro partiti. Essi furono: Partito Indipendente (Sjàlfstæðisflokkurinn), Partito Progressista (Framsòknarflokkurin), Partito socialdemocratico (Alþyduflokkurin) e Partito Comunista / Socialista (vari nomi, vedi oltre). Altri partiti minori furono spesso legati a tematiche particolari, come il Partito di Difesa Nazionale (che si formò intorno alla opposizione alla base militare di Keflavik), oppure frutto di scissioni da altri partiti ma senza una incisività concreta.
Note al testo:
312) La Costituzione prevede che in questi casi vi sia un primo passaggio parlamentare, poi che le camere vengano sciolte e rielette con il vecchio sistema e qualora anche il nuovo Alþing accetti la modifica, le camere vengono nuovamente sciolte per le elezioni a sistema modificato. Questo è il motivo per cui in occasione degli allargamenti in parlamento vi sono tornate elettorali straordinarie.