Avendo una visione comparata delle forze in campo e delle esercitazioni condotte dai due schieramenti, è stato possibile ricostruire possibili scenari di guerra.
La Nato conduceva nella zona due tipi di operazioni: Command Post Exercises (CPX) e le esercitazioni dal vivo. Le CPX non prevedono l'impiego di truppe ma stressano i comandi militari, gli staff, le capacità organizzative e le comunicazioni con gli altri comandi. Le esercitazioni dal vivo sono quelle che invece prevedono uno spiegamento di forze sul campo simulando un attacco o una difesa in uno scenario più o meno circoscritto.
Gli schemi con cui queste esercitazioni venivano messe in pratica erano piuttosto regolari: ogni due anni ad esempio la Nato conduceva le esercitazioni chiamate "Express", in cui si simulava la difesa della penisola scandinava in uno scenario invernale estremo. Oppure ogni quattro anni le esercitazioni "Teamwork", in cui il Comando Supremo per l'Atlantico (SACLANT) coordinava le proprie manovre con il Comando supremo per l'Europa (SACEUR) (305).
Periodicamente nella base di Keflavik si svolgevano le operazioni Northern Viking; esse erano esercitazioni miranti ad ottenere un rafforzamento rapido delle truppe di terra nella zona, per proteggere le infrastrutture militari da infiltrazioni nemiche (306)
Più interessante risultò invece l'esercitazione Ocean Safari 85 (307), sia perché coinvolse direttamente le difese aeronavali dell'Islanda, sia perché venne condotta contemporaneamente ad una vasta esercitazione sovietica, la Summerex 85.
La Ocean Safari si caratterizzò per essere stata una notevole operazione, coinvolgendo tra l'altro ben tre unità portaerei e mezzi di scorta. L'obbiettivo principale fu quello di testare le capacità alleate di mantenere un flusso di rifornimenti nell'ottica di un conflitto europeo. Fondamentale quindi era testare le reali capacità di eludere il controllo delle forze sovietiche. E' sempre difficile affermare con certezza come sarebbero andate le cose in una guerra reale, ma le esercitazioni fornivano sempre elementi di studio. In una conferenza stampa che seguì le operazioni, l'ammiraglio americano Mustin dichiarò: "If we do not control the Norwegian Sea, if we allow forces from the Soviet Northern Fleet get into the Atlantic, we place our own reinforcement and resupply forces in danger" (308).
Le esercitazioni del Patto di Varsavia vennero sempre tenute nella massima considerazione da parte degli analisti militari alleati, che oltre a cercare di verificare l'efficienza sovietica, tentavano di interpretare i loro piani operativi.
Operazioni di portata mondiale furono la Okean 70 (1970) e la Okean 75 (1975). La prima coinvolse qualcosa come 200 mezzi fra sommergibili e navi di superficie, la seconda circa centotrenta; in entrambi i casi la Flotta del Nord svolgeva un ruolo centrale. Queste furono solo due manovre particolarmente spettacolari, ma operazioni minori erano ripetute costantemente: l'obbiettivo delle iniziative russe, al di là del tema delle singole operazioni, era quella di innalzare i tempi di reazione della Nato. Infatti incrementando i transiti militari si poteva indurre nell'avversario una sorta di routine che abbassava il livello di allerta, e diventava più difficile ad esempio riconoscere una esercitazione da un attacco isolato.
L'esercitazione sovietica Summerex 85 (1985), cui partecipò sia la Flotta del Nord che la Flotta del Baltico, aveva il compito di simulare la difesa della penisola di Kola da attacchi Nato. Come illustra approssimativamente la figura, i russi avrebbero usato i loro sottomarini (soprattutto convenzionali) per creare più serie di sbarramenti in modo da ostacolare i movimenti delle flotte alleate, mentre i gruppi navali sovietici stanziati nel Baltico e nell'Artico avrebbero colpito i nemici imbottigliati fra le barriere da due direzioni.
Note al testo:
305) J. Ausland, Nordic Security and the Great Powers, Usa 1986, p. 73.
306) Cfr. il libro bianco Iceland, Nato and the Keflavik Base, cit., p. 65.
307) Nella nomenclatura degli studi militari il numero accanto al nome dell'esercitazione ne indica l’anno di svolgimento.
308) J. Ausland, Nordic Security, cit., p. 77.