L'importanza del TVD Nordoccidentale è testimoniata dall'organizzazione della marina russa. I Sovietici avevano quattro flotte fondamentali: la Flotta del Nord, la Flotta del Baltico, del Mar Nero e del Pacifico. La prima, assegnata a questo TVD, era indubbiamente la più potente e la meglio fornita.
La Flotta del Nord aveva le sue basi operative nella penisola di Kola. Risulta interessante notare l'evoluzione di questa regione, che non fu solo militare: subito dopo la seconda guerra mondiale, la penisola era abitata da circa 300.000 persone; con un programma di sviluppo mirato, alla fine degli anni '70 la popolazione aveva raggiunto quota un milione, e la sua capitale, la città di Murmansk era raddoppiata a 300.000 abitanti. La regione venne inoltre fornita di importanti infrastrutture, come le ferrovie, anche per supportare i cantieri navali ad uso della marina (Severomorsk).
Le unità che ruotavano intorno a questa regione, secondo un rapporto del National Strategic Information Center americano (303) erano ingentissime: circa 170 sottomarini (tra cui il 75% dei mezzi equipaggiati con SLBM dell'intera marina) (304) e 5000 imbarcazioni di vario tipo, di cui una sessantina definiti "major surface combatants", come la portaerei Kiev per aerei a decollo verticale.
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Ma la penisola ospitava anche importantissime basi per l'aviazione, circa 40 campi aerei di varia grandezza per velivoli di tutti i tipi, inclusi i bombardieri strategici; due divisioni motorizzate erano poi schierate lungo il confine con la Norvegia (27.000 soldati "contro" 500 guardie di frontiera norvegesi).
Il secondo centro regionale sovietico era costituito dalla flotta del Baltico. Forte di 30 sottomarini e 60 navi di superficie era anch'essa una unità importante, particolarmente attrezzata per le operazioni anfibie. In realtà i compiti assegnati a questa flotta erano principalmente locali, in quanto si desiderava avere un controllo totale del Baltico per proteggere le coste sovietiche e le operazioni delle truppe di terra.
Tuttavia bisogna notare che, anche in caso di inserimento della marina svedese fra le forze della Nato, i russi avevano un vantaggio spropositato. E' questo un tipico caso di "difesa profonda", la tattica piuttosto ambigua secondo cui la miglior difesa non è respingere gli attacchi del nemico, ma occuparlo per evitare che possa attaccare.
Oltre a questi imponenti sistemi navali, i sovietici avevano altri appoggi nella regione, forse meno importanti ma che in caso di necessità si sarebbero mostrati di una qualche utilità. Uno di questi era rappresentato dalle isole Svalbard. Questo piccolo arcipelago era parte della Norvegia, tuttavia ospitava una comunità russa di circa 2000 persone, il doppio dei norvegesi, quasi tutti impiegati nelle miniere di carbone. L'isola non fu mai, in tempi recenti, al centro di dispute territoriali vere e proprie (la condizione dell'isola era stata regolata da un trattato del 1920), né tantomeno una base sovietica, tuttavia molti incidenti sospetti testimoniano una attività russa costante e profonda.
Nel 1975 ad esempio un Tu-126 (aereo radar) precipitò nell'isola di Hopen, e quando i norvegesi si rifiutarono di consegnare i registratori di volo, Mosca cancellò nervosamente alcune visite diplomatiche. I russi erano poi accusati di operare, all'interno delle loro enclave, delle postazioni radar non autorizzate. Un'altra attività ambigua riguardava il personale sovietico del piccolo aeroporto delle Svalbard: i russi occupavano costantemente nella struttura ben sei persone, a fronte di un solo aereo al mese della Aeroflot.
Note al testo:
303) M. Leighton,
The Soviet Threat to Nato Northern Flank, Usa 1979.
304) La politica sovietica degli armamenti era stata differente da quella adottata dagli Usa. Gli americani ritenevano le navi portaerei le punte di diamante della loro flotta, mentre i russi avevano optato per la produzione su larghissima scala di sottomarini di vario tipo, rinunciando alle portaerei e rimediando, in un secondo tempo, con navi in grado di trasportare aerei a decollo verticale (come la Kiev appunto).