I piani di rinforzo rapido in caso di crisi

Le forze militari americane operano secondo un sistema di allerta definito Defcon (da Defense Readiness Condition). Vi sono 5 livelli Defcon, il quinto è il più basso, anche se le forze strategiche nucleari non scendono mai sotto Defcon 4. A Defcon 1 le truppe sono schierate per i combattimenti. Questo sistema permette di avere una serie di iniziative che scattano automaticamente e con rapidità appena il Defcon cambia. I piani dettagliati non sono disponibili, ma nel caso di Keflavik ogni livello Defcon aveva una proprio effetto sulle operazione: dalla normale routine si poteva passare a ricognizioni più intensive, come la traccia di tutti i sottomarini, operazioni a ciclo continuo etc.

Qualora si fosse presentata l'eventualità di una crisi seria nel teatro europeo (297), si sarebbe avviato un controllo più profondo possibile del mar di Norvegia, e la difesa delle linee di comunicazione tra le sponde dell'Atlantico. I piani di rinforzo di Keflavik, oltre quanto già menzionato, prevedevano:
 
- Uno squadrone di P-3, composto da altri 9 aerei
- 3 AWACS E-3
- 24 F-15
- Approssimativamente 4 aerei cisterna
- 24 F-4 Phantoms (attacchi aria-terra/mare)
- 18 F-16 (attacchi aria-terra/mare)
- Fanteria, composta da 3.000 uomini ben equipaggiati e supportati, oltre che riservisti a disposizione.

Nessuno di questi rinforzi fu mai effettivamente schierato, se non in occasione di esercitazioni particolari, ma in caso di crisi vera la base di Keflavik quasi quadruplicava la sua forza aerea, passando da 30 a 110 - 112 mezzi.

Per quanto riguarda le armi atomiche non sono disponibili piani precisi di libero accesso. Abbiamo visto come, in tempo di pace, il mondo politico islandese si era sempre schierato contro lo stazionamento in Islanda di questo tipo armi. In caso di guerra però la necessità di tempi di reazione brevi non avrebbe permesso lunghe discussioni. E' estremamente probabile che, qualora le condizioni lo avessero richiesto, i militari avrebbero avuto a disposizione qualsiasi tipo di arma, tantopiù che gli aerei stanziati a Keflavik erano effettivamente in grado di trasportare ordigni nucleari.
 
Gruppi antimilitaristi denunciarono in almeno due occasioni (1980 e 1984) lo stoccaggio di armi nucleari in Islanda, ma entrambe le campagne non furono in grado di produrre prove inconfutabili (298). Da un punto di vista formale, Washington avevano sempre assicurato che non sarebbe mai stato preso un simile provvedimento senza il consenso del governo islandese, tuttavia i tempi della politica sono spesso incompatibili con i tempi della guerra.
 

Note al testo:
 

297) Generalmente nei testi presi in esame si fa riferimento a due tipi di crisi: "inside the Area" e "out of Area", intendendo per Area quella del Trattato del Nord Atlantico. Questa zona andava dal Polo Nord al
Tropico del Cancro e dagli Usa alla Turchia.

298) Bjorn Bjarnason, Iceland's Security Policy: Vulnerability and Responsability, Oslo 1985, p. 143.