I compiti principali delle forze di istanza a Keflavik erano sostanzialmente due: la sorveglianza dei mari, sia per quanto riguarda le unità di superficie che quelle sottomarine, e il monitoraggio dello spazio aereo.
Il controllo marittimo era affidato agli aerei P-3, unità decisamente versatili in quanto in grado di essere equipaggiati con diversi modelli di missili e siluri, nonché bombe atomiche di profondità (B-57). A supporto degli aerei vi era poi un sistema di cavi idrofoni (SOSUS) che partendo da postazioni sulla costa si addentravano in mare per registrare eventuali presenze sospette.
Non tutti i mezzi sovietici individuati in mare venivano tracciati, sia per motivi pratici di carico di lavoro, sia per evitare inutili provocazioni; solo in caso di elementi di novità (nuovi mezzi, presenze in aree precedentemente non battute, etc.) si procedeva ad un controllo costante. L'area di competenza dei P-3 americani era piuttosto ampia, toccando la punta meridionale della Groenlandia ad Ovest, fino alle isole britanniche; a nord l'estensione massima possibile arrivava, ma solo di rado, alle isole Svalbard, mai entro il Mare di Barents: la Norvegia aveva aderito alla Nato sulla precondizione che non vi sarebbero state attività militari oltre i 24° di longitudine Est e nella Finnmark (contea settentrionale del paese) per non provocare i sovietici. Le operazioni di pattugliamento a lungo raggio però erano piuttosto complesse, poiché spesso era necessario un "rifornimento preventivo" in altre basi norvegesi: infatti se sulla via del ritorno la base di Keflavik fosse stata inagibile per motivi legati alle condizioni atmosferiche, gli aerei dovevano avere carburante sufficiente per raggiungere altri aeroporti, poiché in Islanda non ve ne erano altri capaci di riceverli (294).
Difesa Aerea
La sorveglianza dello spazio aereo era di competenza degli F-15 dell'aviazione, gli aerei in quel momento più sofisticati per operazioni di questo tipo295. Gli aerei AWACS e i Radar di terra coprivano una zona di circa 200 miglia nautiche intorno all'isola. Questa era la cosiddetta Military Air Defense Identification Zone (MADIZ).
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Qualunque aereo non identificato che entrava nella MADIZ veniva intercettato e scortato fuori dall'area. Nel corso degli anni '80 questi intercetti furono circa 1.200. Stando ai dati della IDF, la maggior parte di questi aerei erano Tupolev - 95 (quadrimotori di lungo raggio), in diverse versioni ma generalmente per la ricognizione aerea e navale, di istanza nelle basi della penisola di Kola. Occasionalmente però venivano intercettati anche i pericolosi Tu - 95 modello H, ovvero bombardieri strategici pesanti, capaci di trasportare armi atomiche (296).
Note al Testo:
294) Questo fu anche uno de motivi per cui, in più di una occasione, gli Usa tentarono di ottenere l'autorizzazione per costruire una nuova base, all'angolo opposto di Keflavik sulla mappa islandese; ciò avrebbe ovviato al problema dei rifornimenti.
295) Questi velivoli avevano sostituito, nel 1986, 12 F-4, aerei più vecchi e meno versatili. J. Ausland, Nordic Security and the Great Powers, Usa 1986, p. 170.
296) Vedi ad esempio Varnarstöðinn ì Keflavìk, pubblicazione a cura dell'ufficio relazioni esterne (Utanrikismàlanefnd) della base militare di Keflavik, 1978, p. 13.