Nasce la Repubblica d'Islanda

Secondo l’Atto d’Unione, firmato nel 1918, dopo un periodo di 25 anni sia la Danimarca che l’Islanda avrebbero potuto chiederne l’abrogazione e la definitiva separazione fra i due stati. A seguito dell’invasione tedesca della Danimarca, il parlamento islandese aveva già risposto con la sospensione del trattato, in quanto il re Cristiano X non era nelle possibilità di esercitare le funzioni stabilite; al suo posto venne scelto un “reggente”, nella persona di Sveinn Bjornson. Il 17 maggio del 1941 l’Alþing aveva già stabilito che non avrebbe rinnovato il trattato in scadenza; tuttavia affermare che l’Islanda approfittò di una condizione di debolezza della Danimarca per una sorta di stoccata a tradimento è una tesi giustamente respinta dalla storiografia islandese; il processo d’indipendenza, che non fu frutto di un incidente violento ma di un lento percorso politico, era giunto a maturazione: già l’Atto d’Unione poneva l’Islanda in una situazione di piena autonomia e nessuno dubitava che al suo scadere i due stati si sarebbero separati; il termine di revisione dell’Atto cadeva proprio nell’anno 1944 ed era prevista dalle clausole la rescissione unilaterale; inoltre gli islandesi avevano avuto l’accortezza di ottenere il nullaosta dagli alleati, richiesto sempre con insistenza.

La Repubblica d’Islanda (Lýðveldið Ìsland) venne solennemente proclamata nella mattina del 17 giugno 1944, nella piana di Thingvellir, il tradizionale ritrovo dei clan islandesi nel periodo vichingo; a traghettare il paese verso questo fondamentale giro di boa era stato il governo di Björn Thordarson, a capo di un gabinetto “nonpartisan” (un cosiddetto “governo tecnico”), alla guida del paese tra 1942 ed il 1944. Il reggente Björnson (1944-1952) ne divenne il primo presidente (93). L’ambasciatore inglese ed americano erano entrambi presenti alla cerimonia, ed anche il re Cristiano X volle inviare un telegramma di auguri al nuovo stato (94).
La prima apparizione internazionale del nuovo presidente avvenne il 26 agosto del 1944, quando Björnson venne ricevuto dal presidente Roosevelt. La questione della presenza degli americani in Islanda era un punto ancora da chiarire e, durante una conferenza stampa, il presidente islandese disse piuttosto schiettamente: «Siamo una nazione di persone individualiste, e non abbiamo stabilito una repubblica per essere meno indipendenti (…). Noi abbiamo intenzione di tenerci il nostro stato, tutto il nostro stato, senza alcuna interferenza da parte degli stati esteri» (95).

Meno di un anno più tardi la giovane repubblica si confrontò con il primo impegno importante. Durante la famosa Conferenza di Yalta (febbraio 1945) i leaders delle potenze alleate discussero alcuni assetti di massima dell’immediato futuro. Un passaggio fondamentale riguardava la costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite: Stalin riteneva che solo gli stati in guerra contro l’Asse avessero maturato il diritto di divenire membri fondatori dell’ONU, mentre gli anglo-americani erano favorevoli a riconoscere il contributo indiretto di molti stati che non avevano dichiarato formalmente guerra, e di concedere loro quantomeno lo status di “nazione associata”. Alla fine Churchill, Roosevelt e Stalin trovarono l’accordo: tutti gli stati che avessero dichiarato guerra alla Germania (praticamente già sconfitta) entro il primo di marzo sarebbero stati invitati all’assemblea costituente dell’ONU (96).
La giovane repubblica islandese venne quindi esortata a prendere una decisione ed il parlamento si chiuse in una sessione speciale: anche se era ovvio che la dichiarazione di guerra sarebbe stato un atto puramente formale che non avrebbe modificato in alcun modo la situazione, i tre partiti democratici decisero di rifiutare la proposta. L’Islanda era un paese disarmato da sempre, e l’assenza di qualunque forma di violenza, sia pubblica che privata, era una delle caratteristiche più tradizionali del paese. L'Islanda aveva aiutato indiscutibilmente cooperato con gli alleati fino a porre in discussione una neutralità sancita per legge, ma il passo che si richiedeva andava al di là dell’accettabile. Solo i deputati comunisti votarono a favore della richiesta di Yalta, e la proposta fu bocciata: l’Islanda non sarebbe divenuta uno dei membri fondatori dell’ONU.

 

 

 


 

Note al testo:

 

93: Il 17 giugno, anniversario della nascita dell'eroe nazionale Jòn Sigurdsson, fu la data di entrata in
vigore della costituzione. Il parlamento aveva già stabilito la separazione dalla Danimarca in due
votazioni (febbraio e marzo '44), ed in maggio si indisse il referendum popolare: il 95% degli islandesi si
pronunciarono a favore dell'indipendenza. Cfr. J.R. Hjàlmarsson, A short history ofIceland, Reykjavik
1989.

94: B. Grondal, Iceland from neutrality…, cit. p. 35

95: New York Times, 25 agosto 1944.

96: M. Jones, Storia degli Stati Uniti, cit. p. 467