Come abbiamo visto, se l’esercito inglese si ritirò ufficialmente durante l’aprile del ’42, Royal Navy e Royal Air Force continuarono ad operare per tutto il corso del conflitto. Anche se gli islandesi preferirono non intervenire direttamente nei piani di guerra fra inglesi ed americani, la questione del ritiro a fine conflitto fu sempre la loro grande preoccupazione: in più d’una occasione il governo islandese chiese chiarificazioni alle due potenze sulla situazione delle forze armate e Londra fu sempre disposta a rinnovare le promesse date al suo arrivo.
Il governo inglese non aveva intenzione di incorporare l’Islanda nell’impero britannico, ed i piani per mantenere postazioni permanenti nel paese vennero discussi ma subito scartati.
I piani per il ritiro della marina e dell’aviazione furono piuttosto complessi. Il campo aereo di Reykjavik, principale, ed i secondari a Kaldadharnes, Sandgerdi, Melgerdi, Oddi e Hofn, e la base navale di Hvalfjordur avevano accumulato un gran numero di materiali e mezzi di tutti i generi, che andavano in qualche modo smaltiti.
Il console Smith frattanto era prematuramente scomparso (24 luglio del 1942) (91), ma ancora una volta l’ambasciata britannica, guidata ora da Edward Shepherd, lavorò in sintonia con gli islandesi: parte del materiale mobile venne riportato in patria, altro venne venduto a prezzi forfettari o regalato ai locali ed altro ancora venne distrutto o gettato in mare; tra il 1944 ed il 1945 la marina chiuse tutti suoi centri di osservazione e le postazioni radar. Il 6 Agosto 1945 il vessillo di guerra della Royal Navy venne ammainato, e l’ammiraglio in capo Watson fece ritorno in patria. Gli ultimi marinai salparono il mese successivo.
Anche per l’aviazione il discorso fu simile, ma il personale ultimo venne rimpatriato solo nel marzo del 1947. In virtù di accordi con il governo infatti, gli inglesi si impegnarono ad addestrare personale islandese per impiegare tutte quelle strutture inesistenti prima della guerra.
Cerimonie ufficiali celebrarono il passaggio dell’aeroporto di Reykjavik il 20 luglio del 1946, ed in un solenne discorso alla nazione il primo ministro Òlafur Thors ricordò l’onorevole comportamento della Gran Bretagna che:
«…Ha mantenuto le promesse date ad una piccola nazione nel momento in cui le fondamenta della terra erano scosse e il destino della civiltà si dibatteva nell’incertezza. La promessa del governo britannico è stata mantenuta non appena le circostanze lo hanno permesso (…) Il console Sir Edward Shepherd voglia ricevere il ringraziamento del popolo islandese per la condotta dei britannici nei confronti della nostra nazione, dall’inizio del conflitto fino a questo stesso giorno» (92).
Note al testo:
91: Il console perse la vita durante una battuta di pesca; una delle figure cruciali del periodo di guerra veniva meno, ed anche gli islandesi vollero tributargli la loro stima: "Mister Smith ha sempre mostrato nei confronti dell'Islanda la più profonda amicizia. Era persona stimata da tutti coloro che lo conoscevano, e la sua morte sarà da tutti compianta". Morgunbladið (quotidiano), 24 luglio 1942.
92: Morgunbladið, 21 luglio 1941.