La secona parte del conflitto

L’intervento americano diede la possibilità di spiegare tutto il potenziale strategico dell’Islanda nella battaglia del Nord Atlantico. Anche se in un primo momento gli Usa erano formalmente neutrali, gli incidenti fra marina statunitense e tedesca si intensificarono a tal punto di poter parlare di “guerra non dichiarata”: il 21 maggio 1941 la nave americana Robin Moore venne affondata da un sottomarino tedesco. Il 4 settembre 1941 un U-Boot attaccò due cacciatorpediniere americane al largo dell’Islanda, prima di essere individuato e contrattaccato dalla USS Greer. Ancora il 17 ed il 31 ottobre i tedeschi affondarono la USS Kearney e la USS Reuben James. A seguito di questi incidenti, il presidente Roosevelt diede l’ordine di sparare a vista sui sottomarini tedeschi. Tutto come Churchill aveva previsto.
L’Atlantico settentrionale divenne uno dei teatri maggiormente importanti a partire dal 22 giugno 1941, giorno in cui scattò l’Operazione Barbarossa con le quali le truppe di Hitler rompevano l’accordo Molotov-Ribbentropp ed attaccavano l’Unione Sovietica. La Germania questa volta non fu in grado di ripetere i fulminei successi già ottenuti in Europa, e cominciò una guerra di logoramento. L’Inghilterra non era più sola a combattere contro Hitler, ed un avvicinamento tra Stalin e Churchill fu più che naturale (85). Sebbene il dittatore sovietico chiese con insistenza più e più volte ai neo alleati angloamericani di aprire un fronte in Europa Occidentale per alleggerire la pressione tedesca lungo i propri territori, per molto tempo questi non poterono fare altro che assistere in rifornimenti l’Unione Sovietica.

Avendo l’Islanda come centro di raccolta, gli alleati operarono secondo il sistema dei convogli protetti, coinvolgendo cioè le risorse aeree e navali in grande quantità; in questo modo riuscirono a mantenere aperto il flusso di rinforzi tra gli Usa e la Gran Bretagna, e tra questi e l’alleata URSS. I convogli vennero identificati dalla sigla PQ più un numero progressivo nel tragitto tra Islanda ed il porto sovietico di Archangel (penisola di Kola), e QP nel tragitto di ritorno. Le 17 navi dei primi due convogli, denominati “Dervish” e PQ1 salparono da Hvalfjordur il 21 agosto e 29 settembre 1941, ed arrivarono nel porto di Archangel senza incidenti il 31 agosto e 11 ottobre seguenti (86).
 

 
Note al testo:
85: Il Soviet British Mutual Assistance Pact venne siglato già il 12 luglio 1941.
86: Llewelyn Evans, Great WWII battles in the Artic, Greenwood Press, Londra, 1999, p.52.